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| Storia delle Arti Marziali | |
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La storia delle arti da combattimento ha
prevalentemente due facce: quella militare e quella sportiva, in
quanto diretta conseguenza delle due attività da cui queste
discipline derivano. Le origini delle arti marziali affondano nella
storia stessa dell’essere umano e vedono la luce da due attività
fondamentali delle prime orde umane: la caccia e la difesa del
territorio. I primi ominidi, privi di armi naturali obiettivamente
pericolose, dovettero ricorrere allo sviluppo tecnologico per la
sopravvivenza. Le prime selci malamente scheggiate segnano l’inizio
della storia tecnologica della specie umana, che è coincisa con la
storia delle sue attività belliche. Prima dell’avvento
dell’allevamento e dell’agricoltura anche la cattura di una preda e
la disputa per il suo possesso segnavano il confine tra la
sopravvivenza e l’estinzione. |
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sopraffazione del primo che aveva struttura fisica leggera ed agile sul secondo caratterizzato da possesso di forza muscolare ma limitato nella strategia del corpo a corpo.Fino a qualche migliaia di anni fa, gli scontri fisici erano un’attività collettiva, negli scontri tra tribù partecipavano tutti, non esisteva ancora il concetto di esercito (non esistevano soldati, ovvero “uomini assoldati”), ma quando occorreva, l’intera popolazione entrava in guerra. In questo contesto, per via delle ingenti perdite di popolazione che comportava, i conflitti si andarono evolvendo spesso in uno scontro tra rappresentative ristrette delle rispettive fazioni in lotta. Ecco la nascita della figura del guerriero prima e della sua naturale evoluzione: il mercenario. |
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In alcune situazioni questi scontri venivano sublimati al ruolo di spettacolo dove i combattimenti (per lo più a mani nude) erano piuttosto violenti, ma comunque “controllati”, proprio come gli scontri tra gli adulti di molte altre specie di mammiferi. Attorno a questi combattimenti ritualizzati si raccoglieva tutta la tribù. Si trattò della prima forma di disciplina marziale sportiva, dove la lotta non era mortale e il divertimento assicurato. Possiamo immaginare che ogni tribù sviluppasse delle tecniche leggermente differenti, ma la forza fisica, il coraggio e l’esperienza |
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erano i requisiti fondamentali in
questo genere di agoni, non certo qualche mossa segreta.
Il salto di qualità avviene con la nascita degli stati e
l’introduzione del diritto di proprietà individuale che spesso
doveva essere garantito con le armi. |
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I frequenti episodi di divieto di porto d’arma hanno condotto inevitabilmente allo sviluppo di tecniche di combattimento a mani nude. Essi sono collegati sia all’occupazione militare di un territorio (come nella nascita del karate e del kobudo a Okinawa occupata dai giapponesi, o dell’eskrima e del kali nelle Filippine, dove gli spagnoli nel 1764 vietarono l’uso di lame agli indigeni, portando alla nascita delle tecniche di bastone) sia all’oppressione di classe. Ad esempio, nel 1523 il governo inglese vietò di portare armi da fuoco o armi da lancio a chi aveva un reddito annuo inferiore alle cento sterline. Tale divieto rimase in vigore fino a tutta la rivoluzione industriale. |
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Nel 1588, per evitare problemi ai funzionari che raccoglievano tasse, lo Shogun Toyotomi Hideyoshi proibì ai contadini giapponesi di possedere armi di ogni tipo. Nell’America schiavista era vietato portare armi ai neri e così via. Molte delle forme di combattimento nate in questi contesti ebbero forti contaminazioni derivanti da ideologie e religioni ed ecco che diventarono anche emblemi di queste popolazioni un po’ dappertutto nel mondo. |
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Ovviamente le diverse condizioni sociali ed anche
le diverse caratteristiche morfologiche fecero sviluppare
arti di combattimento abbastanza diverse tra loro. Nel mondo
tali discipline hanno avuto inizio migliaia di anni fa’ e quindi in ogni angolo
del pianeta si possono trovare stili di combattimento oramai praticate per
folklore ma originate dalla necessità di difesa e sopravvivenza. Non sempre
queste discipline hanno origini nobili legate alla lotta all’oppressore ma in
molti casi ( tenuto conto del suo potere economico) erano al soldo di quest’ultimo. |
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rimaste pressoché segrete e
destinate ad essere tramandate di padre in figlio e comunque
a non essere diffuse fuori dell’ambito di appartenenza. Di
alcune si conserva il ricordo ma non sono più praticate.
Anche tentando un timido riassunto raggruppandole per
continenti. Il compito è arduo, prendiamo in
considerazione ad esempio l’Europa: per grandi linee
possiamo dire che la Boxe, la Savate francese, il Sambo, la Lotta libera o Grecoromana e
la Scherma potrebbero esaurire l’elenco, ma solo in Italia
finiremo per fare torto ad alcune discipline poco conosciute
come il Taccaro ( altrimenti detto stile del combattimento
del coltello napoletano ) piuttosto che lo stile del bastone
siciliano. |
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a) arti marziali |
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b) sport da combattimento |
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c) le tecniche militari |
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